Enrico Baj

specchi,legni, colori

Data : 28 feb 2026 30 apr 2026

Artisti : Enrico Baj

Curatore : Luca Bochicchio

Recensione

Esistono tanti Enrico Baj e un solo Enrico Baj

Dietro questo apparente paradosso si celano le molte vite artistiche, letterarie, ma anche affettive e familiari di un uomo, di un artista, vissuto a
lungo e di una vita piena, ma si perpetuano anche le moltissime e diverse fasi espressive della sua pittura: fasi sempre nuove, sempre varie, eppure sempre Baj, sempre riconoscibili e, senza sottovalutarne l’originalità sperimentale, sempre coerenti a una certa linea poetica, quella dell’immaginazione, dell’ironia, del polimaterismo, dell’antropomorfismo.

Enrico Crispolti sottolineava tale coerenza ideologica nel terzo e ultimo catalogo ragionato dell’opera di Baj (edizione Bandecchi & Vivaldi 2004), individuando due binari ben evidenti e sempre conviventi nella sua ricerca: da un lato la morfologia dell’immagine, e dall’altro la prospettiva di contenuto. Le opere raccolte in questa esposizione raccontano in larga parte quella specifica stagione artistica che si sviluppa tra anni Ottanta e Novanta del Novecento, nella quale Crispolti non vedeva rilevanti innovazioni “tematiche” rispetto ai cicli dei decenni precedenti, quanto piuttosto delle novità “morfologiche”, dunque nuovi esiti nel linguaggio espressivo, che in questo catalogo vediamo ben riuniti: assemblage polimaterici su maschere e totem di legno, pittura e applicazioni su feltro, piccoli volti frontali con intersezioni combinatorie. 

Soprattutto, il critico intravedeva, nella produzione più recente di Baj, l’accentuarsi di tensione drammatica: “una prospettiva d’allusione […] ad una condizione collettiva d’esserci sociale quanto individuale nella società attuale, assillata dal grande numero e dal consumismo spinto” (p. 10).
È come se Baj, sulla soglia dell’ultima globalizzazione, seguita al crollo del Muro di Berlino e all’avvento di internet (1989), avesse dipinto la FOMO (Fear of Missing Out) e la proiezione esasperata del Selfie, che caratterizzano buona parte delle attuali dinamiche di comunicazione sui social media e non solo. Nel 2004 Crispolti rilevava dunque, come tema di molti cicli di Baj degli anni Novanta, l’ansia di esserci, l’individualismo, l’aumento della popolazione globale e il consumismo; individui, quindi, come singole isole, ma orientati in arcipelaghi di simili esasperazioni dei consumi e di rivendicazioni di sé: la serie dei Guermantes, in fondo, sembra parodiare in modo grottesco e divertente questa devianza sociale di cui oggi iniziamo a vedere gli effetti in modo diffuso.

Con la serie degli Specchi, avviata già diversi anni prima, appare per la prima volta nell’opera di Baj l’allusione esplicita a un io frammentato. Assecondando una tradizione secolare della pittura europea, che trovava nel gioco di riflessi e di sguardi un motivo per sondare il significato attribuito alle immagini (da Parmigianino a Velazquez), Baj fu tra i primi moderni a cercare e ottenere, in un mosaico ottenuto con frammenti di specchi rotti giustapposti, l’inclusione dell’immagine riflessa dell’osservatore. Tra le figure fantastiche realizzate a specchio, eredi degli Ultracorpi nucleari, apparivano sì un corpo e un volto frammentati nel riflesso, ma forse si trattava anche di un tentativo da parte dell’artista di ricomporre la figura (così come avveniva contemporaneamente nei primi collage polimaterici sul finire degli anni Cinquanta), dopo gli albori della pittura nucleare in cui grumi di materia apparivano ancora disgregati sulle tele, tra emulsioni, smalti, atomi, spirali e abbozzati esseri larvali.

Nei primi anni Novanta, dalla fucina dello studio dell’artista nasce una nuova schiera di personaggi stupiti e colorati: una folla di Totem e di Maschere, su basi di legno grezzo, dipinte con segni essenziali, coloratissimi, tatuati e agghindati con parrucche, orpelli, accessori improbabili, ma sempre morfologicamente credibili nell’insieme dell’immagine antropomorfa. In essa, la società di massa novecentesca lascia il posto all’individualismo e all’aggregazione tribale. Alla luce degli scritti critici del periodo, in cui Baj spesso e volentieri polemizza con la new age, il consumismo sfrenato e la mercificazione della cultura, sembra di trovarsi di fronte a un ritratto globale contemporaneo, come sempre traslato sul terreno della farsa. Ma i nuovi maestri, i guru e i magh di allora, fra le righe e sotto i grandi occhioni e ciglioni di totem e maschere possono oggi facilmente stigmatizzare gli influencer di oggi, o meglio la folla di sguardi che li seguono in una sorta di ipnosi collettiva.

Nella sua fulminante analisi, contenuta nel catalogo generale del 2004, Roberto Sanesi sembrava intuire un’ulteriore proiezione della moltitudine di ritratti di Baj: una sorta di post-moderno Leviatano in cui una folla moltiplicata definisce un’immaginaria unica metropoli mondiale: “Ma infine, queste teste, maschere, facce, ritratti, come sono, di chi sono (da dove vengono? dove vanno?). Il loro primitivismo, orientalismo, o efficace appartenenza a un’idea di metropoli […] le rende nella loro moltiplicata diversità UNA testa” (p. 56). Nel ciclo dei Feltri, che cronologicamente chiude la serie di lavori presentati in questa mostra, Baj evolve la vena letteraria già avviata con il ciclo di Ubu e del Giardino delle delizie ma addolcisce al contempo l’eccesso ridondante dei Combinatoire in sognanti costellazioni ibride e neo-mitologiche, accentuate dal calore del materiale scelto, la lana, dipinta e completata dal collage.

Animali, maschere, astri e giduglie appaiono, tra il sogno e l’incubo, come nuove aggregazioni di segni scomposti, alla ricerca di nuove unità e integrità. Come ha ricordato Carlo Ossola in un recente convegno dedicato al centenario della nascita di Baj (Roma, Accademia dei Lincei, 31 ottobre 2024), la frammentazione o scomposizione del volto umano emerge come fatto inquietante e costante nelle raffigurazioni artistiche occidentali
moderne. Nelle lettere come nelle arti visive, tale decomposizione assume i tratti di un motivo costante, talvolta latente, altre lampante e assertivo, come nel caso della pittura cubista, futurista ed espressionista dei primi decenni del Novecento; una disgregazione che si ritrova ancor più drammatica nella pittura e nella scultura informali del secondo dopoguerra.

Le innovazioni tecnologiche e le conseguenti spinte tecnocratiche, innescate a valanga dalla seconda rivoluzione industriale, hanno provocato, nelle rappresentazioni di sé d’inizio Novecento, la deflagrazione della forma e dell’unità organica, un processo che la disumanizzazione della macchina bellica del primo conflitto mondiale ha accelerato ed esasperato, fino ai successivi esiti dell’annientamento atomico.

Fin dagli albori delle civiltà, nella rappresentazione del corpo umano il volto assume un valore identitario per gli individui. Anche soltanto considerandone l’anatomia, sul volto si trovano ben quattro dei cinque canali che veicolano i sensi con cui ci relazioniamo con il mondo. Al di là delle funzioni organiche, sulla testa e sul viso proiettiamo la certezza della nostra identità, l’interezza del nostro essere. Il volto è il punto focale delle nostre attenzioni istintive, del nostro magnetismo animale, delle nostre considerazioni psicologiche, delle reazioni empatiche verso il prossimo.

Nell’esplorazione quotidiana del mondo, il nostro sguardo cerca naturalmente quella connessione invisibile e bipolare con lo sguardo dell’altro, e da lì ne indaga il territorio circostante; faccia o maschera di sé, nella forma in cui appare la persona leggiamo la crisi dell’individuo contemporaneo, che può sentirsi, come intuito da Luigi Pirandello, Uno nessuno e centomila (1926).

Nel catalogo della mostra con cui Baj, nel 1991-92, presentò alla Galleria Marconi il ciclo kitsch del Giardino delle delizie, Umberto Eco si rivolgeva così all’artista: “[…] nei tuoi quadri forse tu raffiguri sempre te stesso, ovvero una tua idea del tuo io diviso. Di fronte alle ultime prove dovrei aggiungere che raffiguri anche un io moltiplicato, anzi un Noi moltiplicato, e anche se io non ci sarò più quando saremo dodici miliardi, la faccenda mi induce a ritenere che tu continui a modo tuo a raccontare la storia di una apocalisse”

Luca Bochicchio

 


 

Enrico Baj

Opere in Mostra

Enrico Baj - Miroir

Miroir

Anno : 1960

Dimensione : cm 37x56

Tecnica : tecnica mista, collage di vetri a specchio su pannello

Enrico Baj - Deux personnages aux miroirs

Deux personnages aux miroirs

Anno : 1960

Dimensione : cm 70x60

Tecnica : olio, collage, specchi, vetri e stoffa

Enrico Baj - Personaggio ligneo

Personaggio ligneo

Anno : 1983

Dimensione : 180x70

Tecnica : collage su tela

Enrico Baj - Costellazione

Costellazione

Anno : 1983

Dimensione : cm 205x348

Tecnica : smalto e collage di specchi su tela

Enrico Baj - Luigi XV e Madama di Pompadura

Luigi XV e Madama di Pompadura

Anno : 1997

Dimensione : cm 207x75x35

Tecnica : legni e oggetti (totem bifronte)

Enrico Baj - Il Re Sole e la Marchesa di Montespano

Il Re Sole e la Marchesa di Montespano

Anno : 1997

Dimensione : cm 208x53x35

Tecnica : legni e oggetti (totem bifronte)

Enrico Baj - Lugalbanda

Lugalbanda

Anno : 1994

Dimensione : cm 65x22x10

Tecnica : legni, acrilici e collage

Enrico Baj - Aruru totem

Aruru totem

Anno : 1995

Dimensione : cm 117x60x24

Tecnica : legni, acrilici e collage

Enrico Baj - Tastoan

Tastoan

Anno : 1994

Dimensione : cm 30x20

Tecnica : legni, acrilici e collage

Enrico Baj - Maschera con orecchi e pendagli

Maschera con orecchi e pendagli

Anno : 1995

Dimensione : cm 98x43

Enrico Baj - Malekula

Malekula

Anno : 1994

Dimensione : cm 77x47x15

Tecnica : legni, acrilici e collage

Enrico Baj - Assurbanipal

Assurbanipal

Anno : 1995

Dimensione : cm 55x30x8

Tecnica : legni, acrilici e collage

Enrico Baj - Pototura

Pototura

Anno : 1995

Dimensione : cm 68x25

Tecnica : legni, acrilici e collage

Enrico Baj - Benalulua

Benalulua

Anno : 1995

Dimensione : cm 57x26

Tecnica : legni, acrilici e collage

Enrico Baj - Endukugga

Endukugga

Anno : 1995

Dimensione : cm 70x40

Tecnica : legni, acrilici e collage

Enrico Baj - Mahongue

Mahongue

Anno : 1994

Dimensione : cm 53x23

Tecnica : legni, acrilici e collage

Enrico Baj - Chinelo de Tepezlan

Chinelo de Tepezlan

Anno : 1994

Dimensione : cm 40x68

Tecnica : legni e collage

Enrico Baj - Maschera Ninlil

Maschera Ninlil

Anno : 1994

Dimensione : cm 66x32

Tecnica : legni, acrilici e collage

Enrico Baj - Assurbelkala

Assurbelkala

Anno : 1994

Dimensione : cm 51x34

Tecnica : legni, acrilici e collage

Enrico Baj - Ninsum

Ninsum

Anno : 1994

Dimensione : cm 56x24

Tecnica : legni acrilici e collage

Enrico Baj - Sezongo

Sezongo

Anno : 1994

Dimensione : cm 117x34x8

Tecnica : legni, acrilici e collage

Enrico Baj - Maschera Ninursag

Maschera Ninursag

Anno : 1993

Dimensione : cm 30x25

Tecnica : legni e collage

Enrico Baj - Tomate-Begu

Tomate-Begu

Anno : 1993

Dimensione : cm 67x32x14

Tecnica : legni,acrilici e collage

Enrico Baj - Koyemsikwahoyva

Koyemsikwahoyva

Anno : 1993

Dimensione : cm 72x42x15

Tecnica : legni,acrilici e collage

Enrico Baj - Ashanti mask

Ashanti mask

Anno : 1993

Dimensione : cm 38x22

Tecnica : legni, acrilici e collage

Enrico Baj - Benin mask

Benin mask

Anno : 1993

Dimensione : cm 72x31

Tecnica : legni, acrilici e collage

Enrico Baj - Cobra, testa e sstella polare

Cobra, testa e sstella polare

Anno : 1998

Dimensione : cm 64x109

Tecnica : acrilici e collage su feltro

Enrico Baj - Tricosauro Rex indispettito

Tricosauro Rex indispettito

Anno : 1998

Dimensione : cm 84x50

Tecnica : acrilici e collage su feltro

Enrico Baj - Teste con giduglia

Teste con giduglia

Anno : 1998

Dimensione : cm65x96

Tecnica : acrilici e collage su feltro

Enrico Baj - Grancopente Farfayork

Grancopente Farfayork

Anno : 1999

Dimensione : cm 62x84

Tecnica : acrilici e collage su feltro

Enrico Baj - Animali

Animali

Anno : 1998

Dimensione : cm 97x115

Tecnica : acrilici e collage su feltro

Enrico Baj - Proust giovanetto

Proust giovanetto

Anno : 1999

Dimensione : cm 19,5x15,5

Tecnica : acrilici e collage su stoffa su tavola

Enrico Baj - Oriana di Guermantes giovane

Oriana di Guermantes giovane

Anno : 1999

Dimensione : cm 21x21

Tecnica : acrilici e collage su stoffa su tavola

Enrico Baj - Oriana di Guermantes all'opera

Oriana di Guermantes all'opera

Anno : 1999

Dimensione : cm 18x15,5

Tecnica : acrilici e collage su stoffa su tavola

Enrico Baj - Lo storico Ferdinand Brunetier

Lo storico Ferdinand Brunetier

Anno : 1999

Dimensione : cm 30x10

Tecnica : acrilici e collage su stoffa su tavola

Enrico Baj - Ludovic Havely drammaturgo

Ludovic Havely drammaturgo

Anno : 1999

Dimensione : cm 19x15

Tecnica : acrilici e collage su stoffa su tavola

Enrico Baj - La grande attrice tragica Berma

La grande attrice tragica Berma

Anno : 1999

Dimensione : cm 20x20

Tecnica : acrilici e collage su stoffa su tavola

Enrico Baj - La contessa di Montpeyroux (sorella della Viscontessa di Vélude)

La contessa di Montpeyroux (sorella della Viscontessa di Vélude)

Anno : 1999

Dimensione : cm 15x11

Tecnica : acrilici e collage su stoffa su tavola

Enrico Baj - Jacques Etienne Mc Donald, Maresciallo di Francia

Jacques Etienne Mc Donald, Maresciallo di Francia

Anno : 1999

Dimensione : cm 21x16,5

Tecnica : acrilici e collage su stoffa su tavola

Enrico Baj - Il conte di Focheville e signora

Il conte di Focheville e signora

Anno : 1999

Dimensione : cm 10x18

Tecnica : acrilici e collage su stoffa su tavola

Enrico Baj - Il marchese di Palancy

Il marchese di Palancy

Anno : 1999

Dimensione : cm 15x12

Tecnica : acrilici e collage su stoffa su tavola

Enrico Baj - Il marchese di Frécourt

Il marchese di Frécourt

Anno : 1999

Dimensione : cm 15x12

Tecnica : acrilici e collage su stoffa su tavola

Enrico Baj - Il marchese di Fierbois

Il marchese di Fierbois

Anno : 2000

Dimensione : cm 16x12

Tecnica : acrilici e collage su stoffa su tavola

Enrico Baj - Il marchese di Féterne

Il marchese di Féterne

Anno : 1999

Dimensione : cm 17x10

Tecnica : acrilici e collage su stoffa su tavola

Enrico Baj - Il generale Charles Mangin

Il generale Charles Mangin

Anno : 1999

Dimensione : cm 18x14x4,5

Tecnica : acrilici e collage su stoffa su tavola

Enrico Baj - Il dottor Georges Dieulafay (medico insigne)

Il dottor Georges Dieulafay (medico insigne)

Anno : 1999

Dimensione : cm 18x12

Tecnica : acrilici e collage su stoffa su tavola

Enrico Baj - Gustave Flaubert

Gustave Flaubert

Anno : 1999

Dimensione : cm 18x15

Tecnica : acrilici e collage su stoffa su tavola

Enrico Baj - Elisabetta di Wied, regina di Romania

Elisabetta di Wied, regina di Romania

Anno : 2000

Dimensione : cm 14x14

Tecnica : acrilici e collage su stoffa su tavola

Enrico Baj - August Wilhem von Schlegel

August Wilhem von Schlegel

Anno : 1999

Dimensione : cm 21x15

Tecnica : acrilici e collage su stoffa su tavola

Enrico Baj - Albertina

Albertina

Anno : 1999

Dimensione : cm 21x21

Tecnica : acrilici e collage su stoffa e tavola

Enrico Baj - Il marchese de Beausergent

Il marchese de Beausergent

Anno : 1999

Dimensione : cm 18x12

Tecnica : acrilici e collage su soffa applicata su tavola

Enrico Baj - Odette de Crécy - Madame Swann

Odette de Crécy - Madame Swann

Anno : 1999

Dimensione : cm 19,5x19,5

Tecnica : acrilico e collage su tavola

Enrico Baj - Alexander Ribot

Alexander Ribot

Anno : 1999

Dimensione : cm 15x17

Tecnica : acrilico e collage su legno

Enrico Baj - Specchio

Specchio

Anno : 1982

Dimensione : cm 85x105

Tecnica : collage di specchi su velluto applicato su tavola. edizione di 100+X esemplari. Esemplare numero 17

Enrico Baj - Specchio, Fiori tirolesi

Specchio, Fiori tirolesi

Anno : 1974

Dimensione : cm 120x150

Tecnica : collage di specchi su tessuto applicato su tavola. Edizione di 100 esemplari, questo è l'esemplare numero 58

Enrico Baj - Personaggio allo specchio

Personaggio allo specchio

Anno : 1971

Dimensione : cm 50x61,5

Tecnica : tecnica mista con pezzi di vetro e passamaneria su tappezzeria

Autenticazione : autentica di Enrico Baj su foto

Enrico Baj - Horatius Nelson Duke of Bronte

Horatius Nelson Duke of Bronte

Anno : 1972

Dimensione : cm 80x70

Tecnica : conchiglie e medaglie su legno

Enrico Baj - Catherine Henriette de Balzagues Marquise de Verneuil Maitress de HenriIV

Catherine Henriette de Balzagues Marquise de Verneuil Maitress de HenriIV

Dimensione : cm 80x70

Tecnica : tecnica mista su tavola, collage di conchiglie e medaglia su seta damascata. Edizione di 100 esemplari, questo è l'esemplare numero 32

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