19
Maggio
2019
28
Giugno
2019
Ossimoro
Artisti : Asveri -
Curatore : Stefano Taddei

INCONTRI IN PUREZZA di Stefano Taddei Viviamo in mezzo a forme che costringono il nostro esistere. Sovente tali configurazioni non hanno nessuna ragione, sono mere consuetudini. Non adeguarsi a questo dato di fatto vuol dire andare a scardinare tali strutture, alla ricerca di quell’ulteriore che santifica ogni vita libera da quei vincoli non basilari al quieto vivere. Gianfranco Asveri propone una ricerca in cui la presa in carico emozionale è sicuramente centrale. Attraverso elaborazioni in cui gli animali assumono sembianze diversificate l’autore cerca di scardinare - il tutto verso una vera e propria rottura – ogni comprimibile fattura estetica. Con una ricerca che fa del crescere insieme uno dei suoi punti focali, le opere nascono e crescono quasi incontrollabili. Questa magnificenza di Gianfranco Asveri trova in una memoria non edulcorata la sua ragione d’esistere. Per mezzo di un sostrato poetico che si è liberato di ogni corrispondenza certa al vivere comune, i soggetti di tali elaborazioni trovano perennemente nuova linfa immaginifica. In fondo l’autore è riuscito a trovare una sorta di spazio sacro dove fomentare una peculiare visione d’insieme. Tale libertà di pensiero e tipicità sono certamente vincastri di una modalità personalmente espressa perché innalzata sull’autonomia. Non è facile tale percorso solitario nel flusso dell’ordinariamente costringente, anche perché qui non resiste alcuna corrispondenza tra forma e contenuto. La fantasia regna in tali opere ed è lei che guida perennemente la danza delle apparizioni animali. Le bestie non sono però conchiuse nella loro apparizione, si nutrono e si evidenziano come apparizioni in cui è riscontrabile un afflato umano, primariamente infantile. Tutti aspirano o idolatrano l’innocenza dei bambini come un luogo che non ritorna più nel mondo adulto. Tale idea è una scelta consapevole dell’essere. Nulla vieta, come fa Gianfranco Asveri, di essere un adulto in numerose questioni ma di mantenere una visione fanciullesca nel suo fare artistico. Noi, persi sovente in concezioni mature soffocanti, possiamo solo invidiare la purezza di queste idee.