Arnaldo Pomodoro
Biografia
Correnti Artistiche
Analisi di Mercato

1926

Arnaldo Pomodoro nasce a Morciano di Romagna il 23 giugno. Dopo pochi mesi la famiglia si sposta a Orciano di Pesaro, nelle Marche, dove Arnaldo trascorre l’infanzia.

1937

Si trasferisce a Rimini per proseguire gli studi. Frequenta la scuola media e poi l’Istituto Tecnico per geometri.

1944-1948

Al passaggio del fronte ritorna a Orciano. Si appassiona alla lettura di autori contemporanei italiani e stranieri, fra cui, in particolare, Vittorini, Pavese, Hemingway, Faulkner, Steinbeck, Fitzgerald. Conclusa la guerra, ottiene il diploma di geometra e si iscrive alla Facoltà di Economia e Commercio dell’università di Bologna. Lavora al Genio Civile di Pesaro, con incarico di consulenza per la ricostruzione di edifici pubblici; continua questo lavoro fino al 1957. Conosce così con partecipazione diretta la realtà italiana del dopoguerra.

1949-1952

Frequenta l’Istituto d’Arte di Pesaro, precisando il suo interesse per la scenografia. Legge testi teatrali classici e moderni (Eschilo, Sartre, Brecht). Inizia a creare i primi gioielli con la tecnica di fusione in negativo su osso di seppia, appresa nella bottega di un orafo pesarese. Insieme al fratello Giò e a Giorgio Perfetti forma, nel 1952, il gruppo 3P, e con loro realizza gioielli, monili e oggetti d’uso.

1953-1955

Partecipa a un concorso di scenografia promosso da Anton Giulio Bragaglia e ottiene il secondo premio. Visita la grande mostra di Picasso al Palazzo Reale di Milano e, nello stesso anno, progetta scene e costumi per Oreste di Alfieri. Forte influenza di Paul Klee. Nel 1954, con una scenografia per Santa Giovanna dei Macelli di Brecht, ottiene un altro premio. Si trasferisce a Milano: amicizia con Fontana, Baj, Dangelo, Milani, Sanesi, Mulas e altri artisti e uomini di cultura. È invitato alla Triennale. Prime mostre, insieme al fratello Giò, alla Galleria Numero di Firenze e alla Galleria Montenapoleone 6a di Milano. La sua ricerca artistica è già improvvisamente notevole, "una scrittura sconcertante", come dice Leonardo Sinisgalli che, nel 1955, presenta il gruppo 3P a Roma alla Galleria l’Obelisco. Incontro con Igor Stravinskij, Alberto Burri, Emilio Villa e Asger Jorn del Gruppo CoBrA. Altra mostra del gruppo al Cavallino di Venezia presentata da Marco Valsecchi. Nello stesso anno Arnaldo espone le prime opere di scultura in una personale alla Galleria del Naviglio di Milano. I suoi interessi di conoscenza si volgono già verso l’ambiente artistico internazionale.

1956-1959

Si conclude l’esperienza del gruppo 3P. È invitato alla Biennale di Venezia insieme al fratello Giò. Il poeta Alfonso Gatto presenta una loro mostra al Cavallino di Venezia: incontro con Emilio Vedova e Giuseppe Santomaso. Primo viaggio a Parigi. Letture di T.S. Eliot, Franz Kafka and Søren Kierkegaard, sulla cui opera Arnaldo prepara una serie di rilievi. Guido Ballo inizia lo studio sistematico del suo lavoro: nel 1957 presenta a Torino la mostra dal titolo “Terre e Metalli” e a Roma la nuova mostra all’Obelisco. Ottiene la medaglia d’argento alla XI Triennale di Milano. Importanti gli incontri con Alberto Giacometti a Parigi e con Fernanda Pivano ed Ettore Sottsass a Milano. La ricerca artistica di Arnaldo e Giò, dopo un inizio condiviso ma certo già sentito con diversi sviluppi potenziali, è ormai nettamente differenziata.

Nel 1958 espone a Colonia (Kölnischer Kunstverein), Düsseldorf (Galerie 22), Bruxelles (Galerie Helios Art). Un premio di studio del Ministero degli Affari Esteri gli consente il primo viaggio negli Stati Uniti nel 1959: a New York, dove incontra gli scultori David Smith e Louise Nevelson e San Francisco, dove organizza una mostra di artisti italiani con il titolo “New Work from Italy” che avrà luogo nel 1961 alla Bolles Gallery. Riceve il Premio del Libro alla Mostra del Bronzetto di Padova. Nel 1959 realizza la prima Colonna del viaggiatore.

1960-1963

Si forma il Gruppo Continuità per la ricerca astratta fra materia e segno; Giulio Carlo Argan e Guido Ballo organizzano le prime mostre del gruppo, del quale fanno parte, oltre ad Arnaldo: Bemporad, Consagra, Fontana, Perilli, Novelli, Tancredi, Turcato, Dorazio e Giò Pomodoro. Nel 1960 ottiene, ex aequo con Garelli, il premio della VIII Mostra Nazionale di Arti Figurative di Spoleto e nel 1961 il secondo premio alla I Biennale d’Arte del Metallo di Gubbio.

In occasione del "Festival dei due mondi" di Spoleto, nel 1962, nella mostra “Sculture nella città” organizzata da Giovanni Carandente, Arnaldo presenta un’opera in ferro, Colonna del viaggiatore (un cilindro di 5,60 metri di altezza e 60 centimetri di diametro), che segna il suo passaggio alla scultura volumetrica. Mostre a Los Angeles alla Felix Landau Gallery (“Recent Sculptures by Arnaldo Pomodoro”), poi a Parigi alla Galerie Internationale d’Art Contemporain e Ginevra al Musée de l’Athénée. Realizza per la città di Colonia un grande murale, Omaggio alla civiltà tecnologica, sulla facciata della Volkshochschule.

Incontra a New York Frank Lloyd, direttore della Marlborough & Gerson Gallery, con il quale inizia un intenso rapporto di lavoro. Realizza nel 1963 la sua prima Sfera. Riceve il Premio Internazionale per la Scultura alla Biennale di San Paolo del Brasile.

1964-1966

Nel 1964 ha una sala personale alla XXXII Biennale di Venezia, dove ottiene il Premio Nazionale di Scultura. Qui, come a San Paolo, sono significative le sfere e le colonne fuse in bronzo con perforazioni e lacerazioni interne: Gillo Dorfles in uno scritto ne definisce la spazialità negativa.

Per la sede centrale della Rank Xerox a Milano esegue un grande bassorilievo. Mostre alla Galleria Marlborough di Roma con presentazione di Umbro Apollonio e poesie di Francesco Leonetti e Roberto Sanesi; al Musée de Beaux-Arts di La Chaux-de-Fonds e alla Marlborough Gallery di New York. In occasione di questa esposizione Frank O’Hara gli dedica una poesia e la rivista “Time” pubblica una notizia critica di grande rilievo. Nel 1966 la Stanford University lo invita come artist in residence. Amicizia con i poeti della generazione Beat, da Allen Ginsberg a Gregory Corso.

Acquista una vecchia cascina nella Lomellina che inizia a ristrutturare con la collaborazione di sua sorella Teresa e che diventerà un importante luogo di riposo, concentrazione e riflessione.

1967-1969

La scultura Sfera grande (3,50 metri di diametro), esposta sul tetto del padiglione italiano dell’Expo a Montreal, viene collocata a Roma di fronte al Ministero degli Affari Esteri: è questa l’opera che segna il passaggio alla grande dimensione. Riceve il Premio Internazionale di Scultura del Carnegie Institute di Pittsburgh, insieme a Josef Albers, Francis Bacon,Victor De Vasarely, Joan Miró, Eduardo Paolozzi. Realizza nuove sculture sferoidi, i Rotanti, esposti a Stoccolma, Londra e allo Studio Marconi a Milano.

Nel 1968 è invitato come visiting professor alla Berkeley University. Realizza per la sede dell’Ambasciata italiana a Tokyo un grande bassorilievo. Trasferisce il suo studio milanese in via Vigevano 5, che sarà successivamente ristrutturato su progetto dell’architetto Vittorio Gregotti.

Nel 1969 per la Financial Plaza of the Pacific di Honolulu realizza tre colonne collocate nella piazza di fronte all’entrata della banca.

1970-1972

Espone le sculture Forma X e Onda nella piazzetta antistante la Galleria Manzoni a Milano. Riprende a insegnare negli Stati Uniti, a Berkeley. Da qui parte una grande mostra itinerante che toccherà San Diego, Portland, Austin, Hartford. Nel 1971 altra mostra di sculture all’aperto, nelle piazze e nelle vie di Pesaro. Il Comune di Bologna installa nel centro storico il gruppo delle tre colonne progettate per Honolulu, che saranno successivamente collocate nell’ingresso della Galleria d’Arte Moderna. Su commissione del Comune di Modena realizza l’opera Una battaglia: per i partigiani, in ricordo della Resistenza, collocata nel cimitero di San Cataldo.

Torna, dopo molto tempo, alla scenografia con Luca Ronconi per Das Kätchen von Heilbronn di Kleist, messo in scena a Zurigo nel 1972. Per la nuova sede della Mondadori a Segrate, progettata da Oscar Niemeyer, realizza la scultura Colonna a grandi fogli. Ottiene il Gran premio Città di Firenze alla III Biennale Internazionale della Grafica d’Arte. Mostre a Monaco (“Arnaldo Pomodoro ’72”) e a Francoforte (“Arnaldo Pomodoro Skulpturen, Zeichnungen, Graphik”). A Darmstadt viene allestita una mostra promossa dalla municipalità e curata da Bernd Krimmel con trenta opere collocate in diversi spazi della città. A chiusura dell’evento restano a Darmstadt il Grande disco – che sarà definitivamente installato su uno specchio d’acqua, di fronte allo Staatstheater il 16 ottobre 1974 – e La grande tavola della memoria, collocata nel foyer dello stesso teatro.

1973-1975

Progetta e realizza un “libro tattile”, Siete poemas sajones/Seven Saxon Poems, con le poesie di Jorge Luis Borges e sue incisioni a rilievo.

Riceve il Premio per la piccola scultura alla II Biennale di Budapest.

Vince un concorso per l’ampliamento del cimitero di Urbino. Il progetto, molto innovativo, di una via tracciata dentro la collina del paesaggio urbinate suscita l’apprezzamento di urbanisti, architetti e critici d’arte e apre un acceso dibattito che divide il mondo della cultura italiana: il progetto non verrà poi realizzato.

Con la collaborazione del critico americano Sam Hunter prepara una mostra antologica con una settantina di opere dal 1955 al 1974, che ha luogo alla Rotonda della Besana di Milano con allestimento di Ettore Sottsass e catalogo di Massimo Vignelli.

È del 1975 una delle sue opere fondamentali, la grande scultura ambientale: The Pietrarubbia Group.

1976-1978

In primavera nel Musée d’Art Moderne de la Ville, a Parigi, si tiene una grande mostra complessiva curata da Jean-Louis Schefer e allestita da Pierluigi Cerri e, in giugno, viene esposta l’opera, The Pietrarubbia Group allo Studio Marconi di Milano: in catalogo testi di Renato Barilli, Emilio Isgrò, Emilio Tadini, poesia di Francesco Leonetti. Altre mostre a New York nella Marlborough Gallery, a Parigi all’Artcurial, Bruxelles, Francoforte.

Con l’assistenza di Eleonora e Valter Rossi realizza una serie di opere grafiche con tecniche varie di acquatinta e interventi a rilievo in calcografia, che vengono studiate e interpretate dal critico Giovanni Carandente. Nel 1978 la mostra delle nuove opere grafiche “Arnaldo Pomodoro: impressioni” viene presentata a Milano, Roma, Genova, Ivrea e più tardi passerà alla Galerie de Saint Pères di Parigi e alla Wirtz Gallery di San Francisco. Si tiene anche una mostra nella Georgia State University ad Atlanta, che prosegue a Caracas. Altre mostre a Bruxelles e Amsterdam. Viene nominato socio onorario dell’Accademia Fiorentina delle Arti del Disegno.

1979-1981

Nel 1979, su invito del Mills College di Oakland, California, riprende a insegnare negli Stati Uniti (fino al 1984). Riceve il premio della XIII Biennale Internazionale di Grafica di Lubiana. Realizza le prime Aste cielari. Si è intanto sviluppata una nuova attività di Arnaldo, che raccoglie alcuni precedenti abbozzi e piccole opere e complessivamente costituisce una serie di "progetti visionari": invenzioni utopistiche, sculture di minori dimensioni con giochi ambientali o meccanismi di moto, veri e propri progetti costruibili che entrano nel campo dell’architettura, dell’urbanistica e dell’arredo urbano. Si ricordano la Tenda-fortilizio, il Faro e la Porta d’Europa. Nel 1980 una mostra di questi progetti, intitolata “Le invenzioni di Arnaldo”, si apre alla Galleria di Franca Mancini a Pesaro e successivamente viene presentata a Bruxelles, a Berkeley in California, a Milano e a Parigi. Riceve il Primo Premio per la scultura alla Biennale Internazionale d’Alessandria d’Egitto e nel 1981 ottiene in Giappone all’Hakone Open-Air Museum il Gran Premio Henry Moore. Nella primavera del 1981 mostra a San Francisco alla Wirtz Gallery (“Arnaldo Pomodoro 15 Sculptures: 1960-1980”), mentre nell’estate l’opera Triade, costituita da tre colonne alte 15 metri, viene collocata nei PepsiCo Sculpture Gardens di Purchase, New York,.

1982-1983

In occasione del settantesimo compleanno della regina di Danimarca, realizza sulla piazza Amalienborg di Copenaghen, nei giardini di fronte al Palazzo Reale, un imponente gruppo di sculture Pillari per Amaliehaven e due grandi fontane tra il giardino e il mare. Riceve dal Teatro dell’Opera di Roma l’incarico di realizzare scene e costumi per Semiramide di Rossini. Esce, a cura di Francesco Leonetti, Il cimitero sepolto (Feltrinelli), un libro che documenta il dibattito sul progetto del cimitero di Urbino. Viene pubblicata negli Stati Uniti la monografia Arnaldo Pomodoro di Sam Hunter (Abbeville Press). Gli viene conferita la medaglia d’oro di "Benemerenza Civica" del Comune di Milano.

Su richiesta del Teatro Massimo di Palermo e del Comune di Gibellina, progetta le macchine sceniche per l’Orestea di Eschilo nella versione in siciliano di Emilio Isgrò: le tre parti saranno rappresentate nel 1983, 1984 e 1985 nella piazza di Gibellina distrutta dal terremoto. Le quattro sculture Forme del mito, collocate a Brisbane, Australia, nel 1989, traggono spunto da questa trilogia. Si apre al Columbus Museum of Art (Ohio), con presentazione di Mark Rosenthal, la mostra itinerante “Arnaldo Pomodoro: A Quarter Century”, che prosegue al Jacksonville Art Museum, Florida; al Worcester Art Museum, Massachusetts; all’Arkansas Art Center, Little Rock, Arkansas; all’University of Southern California, Los Angeles.

1984-1985

Si apre al Forte di Belvedere di Firenze la memorabile mostra “Luoghi Fondamentali”, con allestimento di Pierluigi Cerri, che comprende oltre sessanta opere dal 1955 al 1984: in catalogo scritti di Italo Mussa, Mark Rosenthal e Jacqueline Risset e due interviste a cura di Sam Hunter e Francesco Leonetti. E su questa mostra l’anno successivo viene pubblicato un volume con le immagini di Carlo Orsi e un testo di Giulio Carlo Argan. A Morciano di Romagna viene installata la scultura Colpo d’ala, omaggio a Umberto Boccioni, con presentazione di Guido Ballo.

Nel 1985 si tengono mostre in Giappone a Tokyo e a Osaka, negli Stati Uniti a Santa Barbara (“Arnaldo Pomodoro: Sculptures”) e a San Francisco (“Arnaldo Pomodoro: Intimations of Egypt”). Per le Edizioni della Pergola di Pesaro, realizza il libro-oggetto De-cantare Urbino, con poesie di Miklos N. Varga, presentato da Paolo Volponi.

1986-1987

Mostra allo Studio Marconi a Milano, dove espone i Cippi e i Papiri. Su commissione esegue opere per la Sudameris Bank di San Paolo del Brasile, per la Berkeley Library del Trinity College dell’università di Dublino e per il Mills College di Oakland.

Progetta scene e costumi per La tragedia di Didone di Christopher Marlowe, messa in scena a Gibellina, con la regia di Cherif, con il quale inizia un’intensa collaborazione nel lavoro teatrale.

Nel 1987 hanno luogo importanti mostre personali: a New York, alla Marisa Del Re Gallery, al Castello di Malcesine per iniziativa di Roberto Sanesi e al Palazzo dei Diamanti di Ferrara, dove Arnaldo è presentato da un saggio critico di Stefano Agosti. Il Principato di Monaco acquista una sua grande Sfera con sfera, poi collocata nei giardini della città di Monte-Carlo. Esegue un’opera grafica, Pensiero visivo, per due poemetti di Paolo Volponi nel libro Lungo la traccia (Edizioni Rizzardi). Realizza le scene e i costumi per Alceste di Gluck, messo in scena al Teatro dell’Opera di Genova.

1988-1989

È invitato alla XLIII Biennale di Venezia, organizzata da Giovanni Carandente, con una sala personale in cui espone, oltre a opere storiche, alcune nuove sculture (Gli Scettri e Rive dei mari); e alla mostra internazionale di scultura al World Expo di Brisbane.

Colpo d’ala, dono dell’Italia agli Stati Uniti in occasione della ricorrenza del Piano Marshall, viene installato a Los Angeles, al centro di una grande vasca, di fronte alla sede del Department of Water and Power General Office. Progetta scene e costumi per Oedipus Rex di Igor Stravinskij e Jean Cocteau messo in scena sulla piazza del duomo di Siena.

Nel 1989 l’obelisco Cassodoro, monumento ai Caduti di tutte le guerre, viene collocato nella piazza dell’isola di Lampedusa, di cui Arnaldo ha progettato una nuova sistemazione e pavimentazione.

Continua il suo impegno nel lavoro teatrale con la messinscena, a Gibellina, della Passione di Cleopatra del poeta egiziano Ahmad Shawqi, per cui progetta imponenti macchine sceniche e una serie di maschere e ornamenti che saranno esposti l’anno successivo a Pesaro nella Galleria Franca Mancini, presentati da Franco Quadri. A Tokyo, nella sede della Sanyo Securities Co., viene installata una sua scultura a movimento continuo, il Giroscopio del Sole, collocato poi, nel 2000, nella sede dell’Ambasciata italiana.

1990-1991

Per iniziativa di Arturo Carlo Quintavalle dona al CSAC dell’università di Parma una settantina di opere dal 1956 al 1960 (sculture e disegni), che vengono presentate in una esposizione al Palazzo della Pilotta e successivamente collocate nell’aula magna e in altri spazi dell’università. Progetta le scene e i costumi per I paraventi di Jean Genet andato in scena a Bologna. Realizza la scultura Il cercatore oscillante, di 9 metri d’altezza, che viene installata nella sede della Compagnia Frito-Lay a Dallas.

In collaborazione con il Comune di Pietrarubbia nel Montefeltro, con finanziamenti del Fondo Sociale Europeo e della Regione Marche, fonda il Centro TAM (Trattamento Artistico dei Metalli), una particolare scuola di perfezionamento nella scultura, nel gioiello e nel design, e ne assume la direzione artistica. Ottiene il "Praemium Imperiale 1990" (istituito dalla Japan Art Association) per la scultura, insieme a Leonard Bernstein per la musica, Federico Fellini per il cinema e il teatro, James Stirling per l’architettura e Antoni Tàpies per la pittura. Vince inoltre il Premio UBU per le scenografie realizzate per La Passione di Cleopatra e per I paraventi.

L’opera Sfera con sfera, di 4 metri di diametro, viene collocata nel cortile della Pigna dei Musei Vaticani. La scultura, espressamente progettata in relazione a questo spazio, è presentata il 27 settembre 1990 dal cardinale Agostino Casaroli, da Carlo Pietrangeli e da Giulio Carlo Argan.

Disco solare, dono della Presidenza del Consiglio all’Unione Sovietica nel 1989, viene collocato a Mosca nel 1991 di fronte al Palazzo della Gioventù e successivamente spostato al museo d’arte contemporanea della città.

Realizza la calcografia Pensiero visivo tracciata nel testo delle Sette poesie di Guido Ballo scelte per il libro stampato dalla Vigna Antoniniana nelle Edizioni d’Arte 2RC, con legatura in piombo.

1992-1993

Il Trinity College dell’università di Dublino gli conferisce la laurea in Lettere honoris causa. Un’opera di grandi dimensioni, Papyrus, viene progettata e installata di fronte al Nuovo Palazzo delle Poste e Telecomunicazioni a Darmstadt. Realizza Frecce al cielo per la Maeda House Foundation di Tokyo. Progetta scene e costumi per Nella solitudine dei campi di cotone, di Bernard-Marie Koltès. Per questo lavoro ottiene per la seconda volta il Premio UBU. Esce il libro L’arte lunga (Feltrinelli), un dialogo con lo scrittore Francesco Leonetti sulle sue esperienze di artista. Al festival “Milano Poesia”, che ha luogo a Milano degli spazi nell’ex Ansaldo, espone Telone di rabbia, inizialmente ideato per la scena de I paraventi di Jean Genet.

Progetta scene e costumi per Più grandiose dimore di Eugene O’Neill e per Oreste di Vittorio Alfieri, che vanno in scena a Roma nel 1993. Viene nominato Socio Onorario dell’Accademia di Brera. Del 1993 sono le nove opere grafiche di grandi dimensioni ispirate agli ossi di seppia, realizzate con tecniche diverse (acquatinta, rilievo, collage), intitolate Sogni. Illustra con quattro calcografie le poesie diAttilio Bertolucci nel libro La gioia delle rose e del cielo, stampato dalla Vigna Antoniniana per Edizioni Proposte d’Arte Colophon di Belluno.

1994-1995

Nel venticinquesimo anniversario dell’Hakone Open-Air Museum di Kanagawa si apre la mostra “Arnaldo Pomodoro 1956-1993”, che prosegue in altri musei giapponesi (The Museum of Modern Art a Toyama, Ohara Museum of Art a Kurashiki, Otani Memorial Art Museum a Nishinomiya). Viene installata a Tokyo, di fronte al Forum Hotel, Sfera con sfera di 3,30 metri di diametro. Al Simposio Minoa di Marsala, in Sicilia si porta a termine la costruzione di Moto terreno solare, un’architettura-scultura a forma di murale lunga 90 metri. Per il centenario della Banca Commerciale Italiana realizza l’opera Disco in forma di rosa del deserto collocata nella sede centrale di Torino.Per incarico del Comune di Rimini realizza una scultura in memoria di Federico Fellini, La grande prua. Viene nominato Accademico di San Luca e riceve la medaglia del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana, nell’ambito delle giornate Big Millennium organizzate dal centro Pio Manzù di Rimini. Progetta le scene per Stabat Mater e per La Passione secondo Giovanni di Antonio Tarantino.

Nel 1995 viene allestita nel cortile e nella Sala Napoleonica dell’Accademia di Belle Arti di Brera una mostra di progetti scenici e macchine teatrali con il titolo “Scene del Mediterraneo”, con allestimento di Pierluigi Cerri. Nell’estate hanno luogo due mostre, al Museo della Città di Rimini e alla Rocca Malatestiana di Cesena, a cura di Renato Barilli. E ancora mostre alla Galleria Allegrini di Brescia e alla Galleria Marconi di Milano, dove espone le sue opere più recenti. Per il Teatro Santa Chiara di Brescia progetta le scene di Moonlight di Harold Pinter, e per il Festival di Benevento le scene di Vespro della Beata Vergine di Antonio Tarantino, sempre con la regia di Cherif.

Costituisce la Fondazione Arnaldo Pomodoro a cui dona un gruppo significativo di sue opere, e ne assume la presidenza: si iniziano, su progetto di Pierluigi Cerri, i lavori di ristrutturazione dello spazio espositivo sito a Rozzano nell’hinterland milanese. Il Ministero dei Beni Culturali e Ambientali riconosce la personalità giuridica della fondazione nel luglio 1997.

Per i tipi di Fabbri Editori esce la monografia di Sam Hunter Arnaldo Pomodoro, che rappresenta uno studio analitico della sua ricerca e raccoglie le più belle immagini delle sue opere.

1996-1997

In occasione del cinquantesimo anniversario dell’istituzione dell’Onu, a New York, nel piazzale delle Nazioni Unite, viene collocata, dono del governo e del popolo italiani, l’opera Sfera con sfera di 3,30 metri di diametro. Su questo evento artistico e la sua genesi, viene pubblicato un libro "Sphere within a Sphere" for the U.N. Headquarters (Il Cigno Galileo Galilei) con introduzione di Sam Hunter e con una scelta di scritti critici relativi all’operazione inventiva sulla "sfera". A New York, alla Marlborough Gallery, ha luogo una personale dove sono esposte opere dal 1983 al 1995. Altre mostre all’Istituto Italiano di Cultura di Toronto – dove viene presentata la serie dei Sogni –, all’Espaço Cultural Sudameris a San Paolo e alla Galleria Semiha Huber a Zurigo. Progetta le scene per i Drammi marini di Eugene O’Neill e per I dialoghi di Leucò di Cesare Pavese, entrambi messi in scena a Roma e per Antigone di Jean Anouilh, al Teatro Antico di Taormina.

Gli viene conferita dal presidente della repubblica l’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine “Al merito della Repubblica Italiana”.

Nell’estate 1997 a San Leo, nel Montefeltro, viene inaugurata – con presentazione di Achille Bonito Oliva e scritti inediti di Paolo Volponi – una mostra di sculture nuove collocate al Belvedere, nel Palazzo Mediceo e nella fortezza di Francesco di Giorgio Martini. Tra questeFantasma di Cagliostro, opera dedicata a Giuseppe Balsamo conte di Cagliostro che, processato e condannato dall’Inquisizione, fu tenuto prigioniero in quella fortezza negli anni 1791-1795.

All’ex convento del Carmine di Marsala, a cura di Sergio Troisi, viene esposta per la prima volta l’opera grafica completa. Un’altra mostra ha luogo nei chiostri di Santa Caterina e nell’oratorio de’ Disciplinanti a Finalborgo. Riceve l’incarico di realizzare la Croce e l’altare principale per la Nuova Aula Liturgica di Padre Pio a San Giovanni Rotondo, progettata da Renzo Piano. Viene installata nel parco termale Negombo a Lacco Ameno, Ischia, l’opera Arco-in-cielo, alta 5 metri e larga 10, realizzata in in cotto greificato. Progetta le scene per Il caso Fedra di Michele di Martino.

Riceve l’incarico dalla Banca d’Italia di realizzare una scultura per la nuova sede di Frascati, un rilievo alto 2,70 metri per una lunghezza di 14 metri, intitolato Movimento in piena aria e nel profondo, inaugurato nel 1999 alla presenza del presidente della repubblica; e dalla Provincia Regionale di Palermo quello per la Porta dei Re del duomo normanno di Cefalù: il bozzetto con i relativi studi progettuali verrà presentato nell’aprile 1998 a Palazzo Comitini a Palermo da Federico Zeri come “un’opera di grande impegno che stimola il pensiero”.

1998-1999

Partecipa con alcuni modellini teatrali alla mostra “Opera. Percorsi nel mondo del melodramma”, che ha luogo al Palazzo delle Esposizioni a Roma. Realizza le scene e i costumi per la Tempesta di Franco Scaldati da Shakespeare, messa in scena nei Cantieri culturali della Zisa a Palermo. Una mostra antologica curata da Flaminio Gualdoni e Riccardo Prina ha luogo a Varese, nel castello di Masnago, nel rettorato dell’università dell’Insubria e in piazza della Repubblica. Altre mostre a San Francisco (Stephen Wirtz Gallery) e a Venezia (Venice Design Art Gallery). Ottiene il Premio Michelangelo 1998 per la scultura. Riceve l’incarico per il riallestimento della Sala d’Armi del Museo Poldi Pezzoli di Milano: il suo progetto, che è incontro tra scenografia, architettura e scultura, sarà inaugurato nella primavera del 2000.

Nel 1999 il governo delle Baleari lo invita a esporre a Palma di Maiorca nel palazzo de "La Llonja", un edificio tardogotico del Quattrocento civile spagnolo. La mostra, la prima in terra iberica, curata da Armando Ginesi e Joan Oliver Fuster, comprende opere e progetti dal 1959 al 1997, esposti anche a Casal Balaguer, Circulo de Bellas Artes: in catalogo testo critico di Francisco Jarauta. La visita ufficiale dei Reali di Spagna avviene a chiusura della mostra in settembre. Nel periodo giugno-settembre partecipa all’esposizione “Proiezioni 2000. Lo spazio delle arti visive nella civiltà multimediale”, organizzata dalla Quadriennale di Roma a Palazzo delle Esposizioni. La sua grande Sfera con sfera del diametro di 3,30 metri viene installata nella sede dell’American Republic Insurance Co. di Des Moines, Iowa.

Grande è l’impegno di Arnaldo nelle problematiche dell’arredo urbano, del rapporto tra l’arte e l’architettura e nell’intervento di riqualificazione del territorio. È nella giuria del Concorso internazionale per il nuovo Centro delle Arti Contemporanee a Roma e partecipa al "Workshop Michelangelo" per una nuova sistemazione della Pietà Rondanini al Castello Sforzesco di Milano. Dalla fine del 1999 è invitato nella Commissione del Comune di Milano per l’esame dei progetti relativi alla collocazione di opere d’arte in spazi pubblici cittadini.

2000-2001

L’Agenzia Romana per il Giubileo e il Comune di Roma gli commissionano una scultura da collocare a Roma per celebrare il nuovo millennio. Arnaldo inizia a lavorare al modello in gesso della grande opera Novecento, alta 21 metri e larga alla base 7.

Nel mese di maggio si tiene una mostra con venticinque grandi sculture, organizzata dal Gruppo 3M Italia, nel parco della Reggia di Caserta, che per la prima volta accoglie opere di arte contemporanea.

Nei Frederik Meijer Sculpture Gardens di Grand Rapids, Michigan, viene installata l’opera Disco in forma di rosa del deserto, diametro 3,20 metri. Partecipa alla mostra “Novecento. Arte e Storia in Italia”, che ha luogo a Roma alle Scuderie Papali al Quirinale.

A New York, alle gallerie Marlborough e Marlborough Chelsea, hanno luogo due personali dove vengono presentati cinque progetti di opere per spazi pubblici.

Nel gennaio 2001 esce a cura della Fondazione Arnaldo Pomodoro il libro Scritti critici per Arnaldo Pomodoro e opere dell’artista 1955-2000 (Lupetti-Editori di Comunicazione), una raccolta dei testi critici più importanti con le immagini delle opere maggiori. Viene nominato Socio Onorario dell’Accademia di Belle Arti di Russia. Mostra personale alla Galleria Marlborough Monaco di Monte-Carlo.

Realizza le scene e i costumi per Santa Giovanna dei Macelli di Bertolt Brecht, interpretata dai detenuti della compagnia teatrale “L’Opera”, messa in scena alla Casa di Reclusione di Milano-Opera in marzo, con direzione artistica di Teresa Pomodoro.

A Milano, alla Biblioteca di via Senato, ha luogo in giugno la mostra curata da Flaminio Gualdoni “Arnaldo Pomodoro. Le opere e i libri”, nella quale vengono presentati i libri d’arte realizzati in collaborazione con scrittori e poeti, gli interventi in testi o riviste, e le pagine di bronzo dedicate ad amici e artisti.

Nel mese di agosto si inaugura a Sassoferrato, al Palazzo degli Scalzi, la mostra “Arnaldo Pomodoro. Progetti visionari, scrittura su carta e sculture”, a cura di Armando Ginesi.

Realizza un impianto visivo per il concerto in omaggio a Stravinskij, che ha luogo al Teatro Olimpico di Roma nel mese di dicembre.

Per la sensibilità mostrata verso i problemi della città d’oggi e l’impegno nel dibattito sul rapporto fra l’arte e l’architettura, l’università di Ancona gli conferisce la laurea ad honorem in Ingegneria Edile-Architettura.

2002-2003

Per incarico dell’arcidiocesi di Milwaukee, Wisconsin, realizza l’opera Corona radiante (con crocifisso di Giuseppe Maraniello), che viene installata, sospesa al centro della cattedrale, sopra l’altare.

Realizza le scenografie per il Capriccio di Richard Strauss, che va in scena al Teatro San Carlo di Napoli nel mese di aprile.

Nello stesso mese si apre ai Jardins du Palais-Royal di Parigi una mostra antologica che comprende circa quaranta opere dal 1962 al 2000: nel catalogo sono presenti scritti di Jacqueline Risset e Pierre Restany.

In riconoscimento delle sue benemerenze verso la cultura musicale, il Corpo Accademico della Filarmonica Romana conferisce ad Arnaldo il titolo di “Accademico della Filarmonica Romana”.

A Valencia, al museo Almodì, ha luogo in maggio la mostra curata da Luciano Caprile, che si sposta poi in luglio alla Lonja di Saragozza.

Nel marzo 2003 viene allestita nello spazio espositivo Riva Centre di Cantù la mostra “Arnaldo Pomodoro. I progetti scenici 1972-2002” che presenta i progetti e le macchine teatrali realizzate per trenta spettacoli: dalla tragedia greca al melodramma, dal teatro contemporaneo alla musica.

In maggio si inaugura alla Torre Guevara di Ischia una mostra personale con quaranta opere dal 1960 al 2003.

Nella sede dell’Unesco a Parigi, viene installata in settembre l’opera Freccia, donata dall’artista al governo italiano per l’Unesco.

In dicembre esce il libro Arnaldo Pomodoro nei giardini del Palais-Royal di Parigi (Skira), che documenta l’allestimento e l’inaugurazione della mostra di Parigi, con testi di Carlo Bertelli, Jacqueline Risset, Pierre Restany e una selezione delle recensioni uscite sulla stampa italiana e francese.

2004-2005

In marzo si inaugura alla Galería Marlborough di Madrid la mostra “Arnaldo Pomodoro. Esculturas 1983-2003”. Nello stesso mese ha luogo un’antologica nelle strade e nelle piazze di Lugano a cura di Rudy Chiappini, con una trentina di opere di grandi dimensioni dal 1962 al 2000: in catalogo scritti di Luciano Caprile, Flaminio Gualdoni e Giovanni Raboni.

Partecipa alla mostra collettiva “W lo SPAC” (Sistema Provinciale di Arte Contemporanea), organizzata da Renato Barilli e articolata in diverse sedi espositive delle Marche.

Realizza le scene per Madama Butterfly di Puccini, messa in scena a Torre del Lago nel mese di maggio, in occasione del centenario della prima rappresentazione dell’opera.

In primavera hanno inizio i lavori per la collocazione a Roma di Novecento, nel piazzale Pier Luigi Nervi di fronte al Palazzo dello Sport. I disegni preparatori, le fotografie del work in progress e il bozzetto in scala 1:7 vengono esposti nella Sala Santa Rita di Roma. La scultura, collocata in una grande vasca d’acqua, viene poi inaugurata il 23 ottobre, alla presenza del sindaco Walter Veltroni, delle autorità e di numerosi critici e giornalisti.

Nei mesi estivi ha luogo una mostra personale a Cortina d’Ampezzo, nelle vie del centro storico e alla Galleria Farsetti, con presentazione di Renato Barilli.

Per il centenario delle Cantine Ferrari, realizza una scultura in forma di spirale, alta 6 metri, che viene collocata a settembre davanti allo stabilimento di Trento. Nello stesso mese si apre nella sede della Colophon di Belluno la mostra “Arnaldo Pomodoro. La gioia delle rose e del cielo”, presentata da Ermanno Krumm.

Realizza sette calcografie in rilievo su carta con lamine di piombo e di rame per il libro Sette frammenti da L’arte dell’uomo primordiale di Emilio Villa, curato da Aldo Tagliaferri e stampato dalla Vigna Antoniniana per i Cento Amici del Libro di Milano. E per il volume Caro Claudio - Omaggio a Claudio Abbado, curato da Duilio Courir per le Edizioni Colophon di Belluno, progetta un contenitore di legno con bassorilievo in bronzo.

Nel nuovo quartiere milanese Milano Santa Giulia, sorto sulle aree industriali dismesse di Montecity e Rogoredo e progettato dall’architetto Norman Foster, viene collocata la scultura Sfera di San Leo (diametro 5,50 metri).

Esce per le edizioni Olivares la monografia Arnaldo Pomodoro e il Museo Poldi Pezzoli. La Sala d’Armi, con testi di Vittorio Fagone, Alessandra Mottola Molfino, Angela Vettese e Annalisa Zanni, che documenta con grande ricchezza di informazioni e di immagini il progetto e l’allestimento della sala; e per Skira il volume Arnaldo Pomodoro – Giuseppe Maraniello. Corona radiante nella Cattedrale di Milwaukee, con testo di Marco Meneguzzo e fotografie di Alberto Piovano.

Partecipa, con il bozzetto in bronzo del Progetto per il cimitero di Urbino, alla mostra curata da Germano Celant “Arti&Architettura 1900-2000” che ha luogo al Palazzo Ducale di Genova.

Nel 2005, nei mesi di maggio e giugno, hanno luogo due mostre personali: alla Galleria 2RC di Roma e alla Galleria Venice Design di Venezia, dove viene presentato il libro Sette frammenti da L’arte dell’uomo primordiale di Emilio Villa, e i rilievi in bronzo a esso ispirati.

Nell’ambito dell’iniziativa “Spazio Arte” per Urbino, promossa da Piero Guidi, la scultura Disco in forma di rosa del deserto viene temporaneamente esposta in una piazza della città.

A luglio si inaugura un’altra mostra personale a Paestum, organizzata dal Museo dei Materiali Minimi di Arte Contemporanea, con una decina di sculture collocate lungo la grande muraglia che circonda le rovine: in catalogo testi critici di Gillo Dorfles e Raffaele D’Andria.

Riceve dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali la medaglia d’oro con “Diploma di I classe come Benemerito della Scuola, della Cultura e dell’Arte”.

Il 23 settembre si apre con la mostra “La scultura italiana del XX secolo” la nuova sede espositiva della Fondazione Arnaldo Pomodoro a Milano, uno spazio di circa 3500 metri quadrati nel complesso delle ex acciaierie Riva Calzoni, ristrutturato su progetto degli architetti Pierluigi Cerri e Alessandro Colombo.

Realizza le scene e i costumi per Un ballo in maschera di Giuseppe Verdi messo in scena a novembre all’Oper Leipzig di Lipsia, con la regia di Ermanno Olmi e la direzione artistica di Riccardo Chailly.

2006-2007

In occasione delle Olimpiadi invernali viene collocata a Torino l’opera in fiberglass Triade. Su proposta di Giovanni Carandente, l’Associazione Amici di Spoleto gli conferisce il premio Lex Spoletina 2006. Riceve inoltre il Premio Guglielmo Marconi per la scultura (a Emilio Vedova quello per la pittura).

In aprile si inaugura una mostra personale a Belluno, negli spazi espositivi di Palazzo Crepadona, presentata da Enzo Di Martino. In questa occasione, per iniziativa dell’amministrazione della città, la scultura Novecento (altezza 3 metri) viene installata in via definitiva davanti a Porta Dante.

Il Guggenheim di Bilbao presenta la mostra “Omaggio a Eduardo Chillida” curata da Kosme de Barañano con le opere di quarantacinque artisti dedicate allo scultore basco: tra queste Soglia: a Eduardo Chillida, che Arnaldo ha progettato e realizzato appositamente e che entrerà a far parte della collezione permanente della Fondazione Chillida.

In giugno a Palazzo Magnani di Reggio Emilia (con un’appendice al Palazzo dei Principi di Correggio rivolta prevalentemente alla grafica) si inaugura un’ampia antologica con opere che vanno dal 1960 al 2005, curata da Sandro Parmiggiani: in catalogo testi dello stesso Parmiggiani e di Luciano Caprile. Altre mostre personali: a Staffolo, a cura di Armando Ginesi e a Chiari nella Galleria d’Arte L’incontro con testi di Flaminio Gualdoni ed Elena Pontiggia.

Grande è l’impegno di Arnaldo per promuovere e organizzare, con il costante contributo della sorella Teresa, l’attività della fondazione, che nel mese di marzo inaugura un’ampia antologica di Gastone Novelli e in maggio la mostra con le venticinque opere finaliste della prima edizione del “Concorso Internazionale per Giovani Scultori”, istituito dalla fondazione stessa. In settembre poi ha luogo la grande esposizione di Jannis Kounellis pensata e costruita espressamente per questo spazio.

Nel 2007 riceve l’incarico dal Comune di Tivoli di realizzare una nuova opera, Arco, che verrà collocata in piazza Garibaldi, nell’ambito di un progetto complessivo di riassetto del luogo. In estate si tengono due mostre personali: a Savona, alla Fortezza del Priamàr e a Monopoli, alla Fondazione Il Melograno per l’Arte, con l’installazione temporanea di due grandi sculture, la Sfera di San Leo in fiberglass (diametro 5,50 metri) e Novecento (altezza 5,50 metri), rispettivamente nell’Aeroporto di Bari e in quello di Brindisi.

Il 23 settembre va in scena in prima assoluta al Teatro alla Scala di Milano, con la regia di Ermanno Olmi e la direzione di Roberto Abbado, l’opera Teneke di Fabio Vacchi con libretto di Franco Marcoaldi, tratta dall’omonimo racconto di Yashar Kemal. Arnaldo ne ha progettato i costumi e ha realizzato una complessa scenografia materica che, come una collina di terra, ricopre l’intero palcoscenico.

Al suo terzo anno di attività, la fondazione espone centoventi opere, tra le più significative della sua collezione permanente in una mostra curata da Angela Vettese e Giorgio Verzotti. Si tratta delle sculture di Arnaldo e delle opere di altri artisti, che appartengono alla sua collezione personale e da lui destinate alla fondazione. Cuneo con frecce, una grande scultura in bronzo sul tema del rapporto di Torino con l’acqua, commissionata dalla Smat (Società Metropolitana Acque Torino), viene collocata all’ingresso della sede torinese della società.

In ottobre esce Arnaldo Pomodoro. Catalogo ragionato della scultura, a cura di Flaminio Gualdoni, con testi critici di Giovanni Carandente, Gillo Dorfles, Sam Hunter e Arturo Carlo Quintavalle (Skira): la prima compiuta ricostruzione biobibliografica del lavoro di Arnaldo con le schede scientifiche e le immagini di tutte le sue opere.

2008-2009

L’opera Il libro d’oro, commissionata dal Ministero degli Esteri per ricordare “gli italiani deceduti all’estero nell’adempimento del servizio”, viene collocata nella Sala De Grenet della Farnesina con una cerimonia di inaugurazione il 20 febbraio.

In aprile gli viene conferito dall’International Sculpture Center il “Lifetime Achievement in Contemporary Sculpture Award”, un importante riconoscimento internazionale alla sua carriera artistica e alla sua ricerca nel campo della scultura. E in maggio riceve dal Museo d’Arte di Tel Aviv il premio Uomo dell’anno 2008.

Viene nominato Accademico d’onore dell’ Accademia di Belle Arti di Firenze.

In ottobre negli spazi della Fondazione si apre un’importante esposizione curata da Bruno Corà con una scelta rappresentativa delle sculture monumentali realizzate dagli anni Settanta a oggi, in un percorso che segue l’evoluzione dell’artista  nel suo rapporto con le grandi dimensioni. In contemporanea, allestita sulle passerelle, la mostra “Ugo Mulas fotografa Arnaldo Pomodoro”  raccoglie oltre 100 immagini realizzate dal grande fotografo dal 1959 al 1972. Per l’occasione viene pubblicato nelle Edizioni Olivares un volume, con il medesimo titolo, presentato da un testo di Angela Vettese.

Prosegue nel 2009 l’attività espositiva della Fondazione con tre mostre dedicate rispettivamente a Magdalena Abakanowicz, a Lucio Fontana -del quale vengono presentati numerosi disegni degli anni Cinquanta e Sessanta- e a Cristina Iglesias.

Viene inaugurato il 2 giugno l’Arco realizzato per Tivoli che muta qui la sua tradizionale valenza storica di ornamento trionfale e si pone come segno di continuità territoriale tra le architetture della città.

All’inizio dell’estate viene inaugurata l’opera Rive dei mari, progettata per il camminamento che introduce all’ingresso del Capri Palace Hotel di Anacapri: il grande altorilevo in fiberglass con polvere di marmo lungo 36 metri per un’altezza di 3 è  un omaggio al mare.

In novembre espone a Roma, alla Galleria 20ArtSpace, con presentazione di Luciano Caramel, un gruppo di opere realizzate in un ampio arco di tempo: dalla Colonna del viaggiatore e dalla prima Sfera del 1963 fino ad alcune sculture recenti.

Realizza le scene per il dittico Cavalleria rusticana di Mascagni e Sarka di Janáček che vengono rappresentate  al Teatro La Fenice di Venezia nel mese di dicembre, con la regia di Ermanno Olmi.

2010

Continua a lavorare a un’opera riferita all’Epopea di  Gilgamesh e intitolata Ingresso nel labirinto. Si tratta di un percorso formato da spazi articolati e grandi bassorilievi con pareti mobili e finte porte che resterà permanentemente nella cavea del piccolo teatro della Fondazione.

Realizza  una serie di opere nuove, Continuum: una sorta di tracciato con   l’inventario di tutta la sua “scrittura”, un ritorno all’origine del suo lavoro, un approfondimento delle prime esperienze di incisione su piccole tavole.

Il Grande Portale di 12 metri di altezza per 10 di larghezza, dedicato a Marco Polo, viene  collocato in prossimità del Padiglione Italia all’Expo di Shanghai.

La rivista “alfabeta” gli dedica il n. 3 della nuova serie con le  immagini delle sue opere e con un lungo dialogo con Aldo Nove, in cui le molteplici esperienze della vita si intrecciano indissolubilmente con quelle artistiche.

E’ attualmente in fase avanzata di costruzione nella tenuta Castelbuono a Bevagna la  cantina progettata da Arnaldo per incarico dell’azienda Ferrari F.lli Lunelli. L’opera, che ricorda la forma della testuggine, ha una forte valenza simbolica e si colloca in un rapporto armonioso con il paesaggio circostante.

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